Il primo capitolo della lumen gentium

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Skip to main content. Log In Sign Up. Download Free PDF. La Chiesa, Popolo di Dio in cammino nella storia. Luigi Gioia. Download PDF.

A short summary of this paper. Quando tale schema fu presentato ai padri conciliari nel mese di novembre delmalgrado le pressioni del Card. I dibattiti relativi a questo primo confronto dei padri con lo schema preconciliare permisero loro di prendere coscienza di quanto la Chiesa dovesse diventare il tema principale del Concilio. Un intervento del 4 dicembre del Card. Questo voto si svolse il 29 ottobre e il suo esito fu determinante per il prosieguo del concilio.

il primo capitolo della lumen gentium

Piuttosto che un commento capitolo per capitolo, in questo nostro contributo optiamo per una presentazione tematica e trasversale del documento volta a coglierne le linee di forza teologiche. Per questo, le linee teologiche intorno alle quali si articola LG sono 1. Svilupperemo questo tema non solo attraverso la LG ma anche attraverso le precisazione del decreto sulla missione Ad Gentes. A 50 anni di distanza dalla redazione di questo documento tale urgenza sembra essersi ulteriormente acuita.

Si parla di mondializzazione per riferirsi alla crescente interdipendenza dei paesi del mondo tra di loro, oggi percepibile fin nei minimi dettagli della vita quotidiana. Riprendendo la lettera di Paolo agli Efesini, LG radica il mistero della Chiesa nella iniziativa del Padre che prima ancora della creazione ci ha eletti, scelti in modo speciale, in modo unico. Non abbiamo dunque semplicemente ricevuto vita, movimento ed essere dal Padre, ma anche un orientamento, un destino: diventare figli nel Figlio per entrare nella vita trinitaria appunto a titolo di figli, vale a dire come coloro che sanno di dovere tutto al Padre e glielo testimoniano attraverso il dono di tutto se stessi nel rendimento di grazie.

E per essere uniti a Cristo, per vivere della sua vita, per diventare un pod system uae corpo con lui, dobbiamo ricevere il suo Spirito, lo Spirito di Cristo, nel quale, come figli nel Figlio, siamo riuniti al 5 LG 3. Tutto il resto della costituzione conciliare dettaglia il carattere trinitario della Chiesa delineato nei paragrafi introduttivi.

I Padri del Concilio preferirono questo tema, come appare chiaramente dalla struttura del testo che dedica un intero capitolo a questo argomento Il tema della Chiesa come popolo di Dio ebbe una certa fortuna subito dopo il Concilio, a dire il vero non sempre teologicamente felice, e poi conobbe una strana eclissi non solo dal punto di vista teologico ma soprattutto nel magistero sulla quale ritorneremo. In modo particolare, la categoria storica, sociale, biblica e teologica di "popolo" permette di esprimere con particolare chiarezza: 1.

Passiamo all'analisi dettagliata di ognuno di questi elementi. La natura comunitaria della salvezzaQuando leggiamo il manuale di istruzioni di un frullatore sappiamo che qualcuno lo ha stilato, ma non abbiamo nessun elemento per capire quali possano essere il carattere o i gusti o le preoccupazioni del suo redattore: essi non lasciano traccia nel testo. Questo esempio ci permette di illustrare un dato teologico fondamentale riguardo alla salvezza.

Il Signore non ci salva meccanicamente, impersonalmente come nel caso della redazione di un manuale di istruzioni. Gv 11, 52 Eb 13,14si chiama pure Chiesa di Cristo cfr. Mt 16, Agostino: Se mi spaventa l'essere per voi, mi rassicura l'essere con voi.Si nota che questo testo non coincide del tutto con lo Schema di maggio riportato nei volumi degli Atti Sinodali, del quale solo i primi sei capitoli furono approvati e distribuiti.

Per tanto, potrebbe rappresentare il primo lavoro preparativo della Commissione Teologica, nonostante la data posteriore di pubblicazione 10 nov Nel concreto, questo si traduce in una domanda sul rapporto tra gerarchia e membri, problematica assai estesa su cui il Concilio ha dedicato svariati documenti.

La sfida portata da questi elementi ha fatto la scelta dei numeri coincidere in tre gruppi: LG, LG, LG, al che corrisponde la divisione del lavoro in tre capitoli. La questione in esame, infatti, ha origine in un nodo iniziale nei nn. Ci sono fattori decisivi. In conclusione, su questa prospettiva si esprime la domanda sui carismi. Occorre distinguere pure tra le accezioni di sostantivo e aggettivo, il che segnerebbe quasi una divaricazione tra due visioni in contrasto tra di loro6.

Egli avverte, infatti, che la proposta del Concilio in questo campo sarebbe una «specificazione ulteriore» ai dati del Nuovo Testamento In questo modo si doveva negare una falsa opposizione tra una Chiesa gerarchica «seu iuris» e Chiesa carismatica «vel amoris». Lo sviluppo degli schemi durante il corso del Concilio, pur mantenendo le due figure ecclesiologiche menzionate, ne ha dato un taglio diversamente sfumato.

La Chiesa come il miestero dello Spirito Santo in Cristo e nei cristiani: una persona in molte persone, Roma, In questo senso la questione proveniva sin dal Tra lo Schema e il testo continua a essere sviluppato su questa linea Tuttavia, LG 3, 5a, 7, e 8 rilevano elementi del mistero cristologico fatto manifesto con il suo Corpo.

Il ruolo pneumatologico sviluppato da LG4 trova una significativa sfumatura anche in LG 5b, 7 e La sintesi iniziale tra cristologia e pneumatologia, relativa ai nn. II, il cui titolo cambia in «Popoluo Dei» Questo comporterebbe una rivalutazione efficace dei suoi contenuti.

I contenuti basilari di LG 4 e 7 nascono dopo un appello di A. AS I,4, Il proposito di inserire il cap. In altri termini, mentre il cap.Mc 16,15illuminare tutti gli uomini con la luce del Cristo che risplende sul volto della Chiesa. Allora, infatti, come si legge nei santi Padri, tutti i giusti, a partire da Adamo, « dal giusto Abele fino all'ultimo eletto » [ 2 ], saranno riuniti presso il Padre nella Chiesa universale.

Ef 1, e Compiuta l'opera che il Padre aveva affidato al Figlio sulla terra cfr. Ef 2, Rm 8, Lo Spirito dimora nella Chiesa e nei cuori dei fedeli come in un tempio cfr. Gal 4,6; Rm 8, e Gv 16,13la unifica nella comunione e nel ministero, la provvede e dirige con diversi doni gerarchici e carismatici, la abbellisce dei suoi frutti cfr. Ef 4,; 1 Cor 12,4; Gal 5, Con la forza del Vangelo la fa ringiovanire, continuamente la rinnova e la conduce alla perfetta unione col suo Sposo [ 3 ].

Ap 22, Il mistero della santa Chiesa si manifesta nella sua stessa fondazione. Mt 4, Questo regno si manifesta chiaramente agli uomini nelle parole, nelle opere e nella presenza di Cristo. Mc 4,14 : quelli che lo ascoltano con fede e appartengono al piccolo gregge di Cristo cfr.

Mc 4, Mt 12, At 2,36; Eb 5,6; 7,ed effuse sui suoi discepoli lo Spirito promesso dal Padre cfr. At 2, Intanto, mentre va lentamente crescendo, anela al regno perfetto e con tutte le sue forze spera e brama di unirsi col suo re nella gloria.

Gv 10, Gv 10,11; 1 Pt 5,4il quale ha dato la vita per le pecore cfr. Rm 11, Is 5,1 ss. Gv 15, Questo edificio viene chiamato in varie maniere: casa di Dio cfr. Ef 2,la dimora di Dio con gli uomini cfr.

In essa infatti quali pietre viventi veniamo a formare su questa terra un tempio spirituale cfr. La Chiesa, chiamata « Gerusalemme celeste » e « madre nostra » Gal 4,26; cfr. Ap 12,17viene pure descritta come l'immacolata sposa dell'Agnello immacolato cfr.

Ap 19,7; 21,2 e 9; 22,17sposa che Cristo « ha amato. Ef 3, Ma mentre la Chiesa compie su questa terra il suo pellegrinaggio lontana dal Signore cfr. Col 3, Gal 6,15; 2 Cor 5,To browse Academia. Skip to main content. Log In Sign Up. Download Free PDF. La Chiesa immaginata dal Concilio. Le indicazioni ecclesiali, dogmatiche e pastorali, della Lumen gentium.

Don Antonio Galati. Download PDF. A short summary of this paper. Tabella sinottica dell'evoluzione dello schema della Lumen gentium De oecumenismo. Il De Ecclesia fu presentato ai padri conciliari il 23 novembrema discusso in aula solo dall'1 al 7 dicembre Per quanto riguarda lo stile, il documento fu accusato di essere troppo scolastico e manualistico, una sorta di semplice giustapposizione di argomenti senza una conseguenza logica tra loro.

Alcuni padri notarono l'assenza di un riferimento alla dimensione escatologica della Chiesa, oltre che di una mancanza di attenzione agli altri gradi dell'ordine, specie i parroci. Non mancarono coloro che apprezzavano il documento, ma erano una netta minoranza, per questo si decise di non approvare il documento per la discussione in aula e dare mandato alla commissione teologica di prepararne un altro per la successiva sessione conciliare, anche in base alle proposte che i vescovi potevano fare, mandando in commissione delle proposte alternative di schema.

Il lavoro della commissione teologica fu quello di istituire una sottocommissione De Ecclesia per il rifacimento dello schema. Lo stesso Philips fu chiamato come segretario aggiunto al concilio per seguire meglio i lavori di redazione dello schema.

Dopo questa votazione l'aula inizio a concentrarsi sulla discussione dei singoli capitoli. Rispetto a questi temi, il cardinal Suenens, in quanto moderatore di turno delle discussioni in aula, propose il 15 ottobre del di sospendere la discussione su questi temi e procedere ad una votazione consultiva su 5 proposizioni che sarebbero state redatte in accordo con il papa.

Approvata la proposta dal 16 al 25 ottobre si procedette alla discussione sul terzo capitolo dello schema, quello sui laici.

Il 30 ottobre, nel frattempo, ci fu il voto consultivo su quelle proposizioni che animarono le discussioni in aula intorno al capitolo sulla gerarchia. Le proposizioni proposte furono: 1.

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De laicis; 5 De statibus evengelicae adquirendae perfectionis; De universali vocatione ad sanctitatem in Ecclesia; 6 De laicis; De religiosis; 7 De Ecclesiae magisterio; De indole eschatologica Ecclesiae peregrintantis eiusque unione cum Ecclesia coelesti; 8 De auctoritate et oboedientia in Ecclesia; De Beata Virgine Maria Deipara in mysterio Christi et Ecclesia.

L'intenzione del prefetto era quella di utilizzare quel documento come base per la discussione in aula. Lo schema De Ecclesia consta di 11 capitoli: 1.

Lumen Gentium Audiolibro - CapĂ­tulo 1

De Ecclesiae militantis natura; 2. De membris Ecclesiae militantis eiusdemque necessitatem ad salutem; 3.Noi, Vescovi, venuti dai cinque continenti e riuniti a Roma in Sinodo intorno al Papa, abbiamo intensamente vissuto un tempo forte di comunione nella preghiera, nel dialogo e nello studio.

Voi lo sapete, cari fratelli e sorelle: il Santo Padre ci ha invitato in questi giorni a ricordare con Lui il Concilio Vaticano II, a verificarne la sua attuazione, a promuoverlo nella Chiesa in modo tale che venga pienamente vissuto.

In piena adesione al Concilio, noi scorgiamo in esso una fonte offerta dallo Spirito Santo alla Chiesa per oggi e per domani. Non fermiamoci davanti agli errori, alle confusioni, ai difetti che, a causa del peccato e della debolezza dell'uomo, sono stati occasione di sofferenze in seno al popolo di Dio. Il Messaggio del Vaticano II ci propone per questo tempo "le ricchezze inesauribili del mistero di Cristo". Noi siamo tutti chiamati, mediante la fede ed i sacramenti, a vivere in pienezza la comunione con Dio.

Il Concilio l'ha ricordato con forza e noi vi aderiamo nella fede. Costoro sono membri dell'unico Corpo del Cristo nel quale abita ed agisce lo Spirito Santo. Le strutture e le relazioni all'interno della Chiesa devono riflettere ed esprimere questa comunione. Questo messaggio deve essere ulteriormente ascoltato con cuore aperto e disponibile. Vi chiamiamo ad unirvi al nostro sforzo.

Anche noi ci siamo impegnati ad usare tutti i mezzi che sono a nostra disposizione, per aiutarvi a rispondere a tutti gli appelli che il Concilio indirizza alla Chiesa. Il coraggio ed il discernimento, che oggi esige l'evangelizzazione del mondo, possono attingere dal Concilio Vaticano II la loro luce e il loro dinamismo. Il Concilio in effetti era stato convocato per favorire il rinnovamento della Chiesa in vista dell'evangelizzazione del mondo che era molto cambiato.

Oggi ci sentiamo spinti all'approfondimento ulteriore del vero significato del Vaticano II per rispondere alle nuove sfide del mondo e alle sfide che Cristo sempre rivolge al mondo. I mali del mondo vengono anche da una impotenza dell'uomo a dominare le sue conquiste, quando l'uomo si chiude in se stesso. Da questo Sinodo noi speriamo di potervi comunicare quello che noi stessi abbiamo ricevuto. Attraverso ognuno dei vescovi, noi siamo direttamente solidali con ogni nazione e quindi con ognuno di voi.

Ve lo ripetiamo nuovamente. E' fatto per Dio. L'uomo risponde a questa vocazione mediante il rinnovamento del cuore. Vi invitiamo a prepararvi nelle vostre chiese particolari. In questo modo vivremo tutti, secondo il dinamismo del Concilio, la nostra vocazione cristiana e la nostra missione comune.

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Ringrazia anche per l'esperienza spirituale di questa celebrazione del ventesimo anniversario. Come agli apostoli, radunati nel Cenacolo con Maria, lo Spirito Santo ci insegna quello che vuol dire alla Chiesa nel suo pellegrinaggio verso il terzo millennio. Ci siamo pure resi vicendevolmente partecipi della gioia e della speranza ed anche dei dolori e delle angosce che troppo spesso subisce la Chiesa sparsa nel mondo.

Con animo grato sentiamo di aver conseguito veramente questo frutto, con l'aiuto di Dio. Unanimemente abbiamo celebrato il Concilio Vaticano II come grazie di Dio e dono dello Spirito Santo, da cui sono venuti molti frutti spirituali per la Chiesa universale e per quelle particolari, come anche per gli uomini del nostro tempo. Per questo motivo abbiamo determinato di progredire ulteriormente sulla via indicataci dal Concilio.

La grande maggioranza dei fedeli ha ricevuto il concilio Vaticano II con slancio; pochi, in questo o quel luogo, vi hanno fatto resistenza. Inoltre anche al di fuori della Chiesa cattolica molti hanno guardato con attenzione il Concilio Vaticano II.

In molte parti del mondo mancano alla Chiesa i mezzi materiali e di personale per svolgere la sua missione. Si aggiunge che non di rado viene impedito con la forza alla Chiesa di esercitare la sua missione. Tra le cause interne bisogna notare una lettura parziale e selettiva del Concilio come anche un'interpretazione superficiale della sua dottrina in un senso o nell'altro. Non abbiamo forse favorito in essi questa opinione parlando troppo del rinnovamento delle strutture esterne della Chiesa e poco di Dio e di Cristo?

Solamente l'assimilazione interiore e l'attuazione pratica posono rendere vivi e vivificanti i documenti conciliari.

L'interpretazione teologica della dottrina conciliare deve tener presenti tutti i documenti in se stessi e nel loro rapporto stretto con gli altri, in modo che sia possibile comprendere ed esporre il significato integrale delle sentenze del Concilio, spesso molto complesse. Si deve dedicare un'attenzione speciale alle quattro Costituzioni maggiori del Concilio, le quali sono la chiave interpretativa degli altri Decreti e Dichiarazioni.La visione incompleta del Vaticano II.

In certi settori dominanti della chiesa esse vengono presentate come irriducibili e fonte di permanente conflitto teorico e pratico. La categoria "popolo di Dio" ha il vantaggio di inglobare tutti i fedeli prima di qualsiasi differenziazione interna chierici e laici.

Questo popolo di Dio prende corpo nelle chiese particolari e nelle culture stesse di cui accoglie valori e usanze LG Il collegio apostolico trasmette il potere ricevuto ai suoi successori in una ininterrotta linea storica. Questo potere sacro si ritrova in pienezza nel papa e nel collegio apostolico riunito, viene distribuito a cascata e gerarchicamente ai vescovi, ai presbiteri e ai diaconi.

I membri della gerarchia hanno tutto, i fedeli nulla in termini di potere. Unicamente il diritto di ricevere. La gerarchia produce tutti i valori religiosi quanto a parola, sacramento e guida per il consumo da parte dei fedeli. Essa prolunga la prospettiva ecclesiologica del Vaticano I, incentrata sul potere supremo del papa, nel Vaticano Il, completata dalla visione del vescovo, che rappresenta il papa, e del presbitero, che a sua volta rappresenta il vescovo LG Due punti rendono teologicamente problematica questa visione.

Lo stesso sacerdozio ministeriale differisce da quello dei semplici fedeli "di essenza e non soltanto di grado" LG l0b. Questi sono i laici, quelli sono i chierici". I principi ecclesiologici che sottendono questa affermazione si trovano per intero nel capitolo III della Lumen gentium.

Mt 23, e teologicamente meglio fondata. Esiste tuttavia nei testi conciliari una categoria che potrebbe servire da ponte tra visione societaria e visione comunitaria: quella di communio. Con questo termine vengono intesi tre livelli di comunione: la comunione ecclesiale o spiritualeche risponde ai vincoli tra i battezzati e tra le varie chiese particolari; la comunione ecclesiastica, costituita dal legame tra le varie chiese locali con la chiesa di Roma; infine, la comunione gerarchica, che significa il vincolo strutturale e organico tra tutti i membri della gerarchia tra di loro e di tutti con il capo, il papa.

Rimane qui chiaro che gerarchia viene intesa fuori e al di sopra del popolo di Dio, essendone la causa e la guida. La comunione non tollera gerarchia. Questo modo di intendere la chiesa assegna ai ministeri una nuova corretta collocazione.

I carismi fondano un principio strutturale nella chiesa. Al contrario, essi sono costitutivi della chiesa a tal punto che non esiste chiesa senza carismi funzioni e servizi.

Le lettere paoline e deuteropaoline fanno riferimento a presbiteri, episcopi e diaconi. Oggi il corpo ecclesiale si trova diviso da cima a fondo. Esse verranno sempre emarginate o addirittura escluse. Ha compiuto gli studi a Curitiba, Petropolis e Monaco Germania. Saggio interdiscipliriare sul feniminile e le sue forme religiose, Queriniana, Brescia ; Chiesa: carisma e potere. Per una ecologia cosmica, Cittadella, Assisi Slideshare uses cookies to improve functionality and performance, and to provide you with relevant advertising.

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Ecclesiologia e Carismi nella Lumen Gentium

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La partecipazione era passiva!


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